Informazioni generali
La strategia di Biomasse Italia è di produrre energia elettrica pulita usando le materie prime rinnovabili nel rispetto dell’Ambiente, per poter assicurare un sistema energetico sostenibile nel lungo periodo, utilizzando una tecnologia all’avanguardia (l’impianto di Strongoli è uno tra i più grandi e moderni d’Europa).

Il core business della società è costituito dalla produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, effettuata nelle tre centrali localizzate presso le unità locali di Crotone, Strongoli e Fusine. Il prodotto finale viene integralmente ceduto al Gestore della Rete Nazionale.
L’attuale struttura produttiva delle tre centrali ha una capacità netta di immissione complessiva di energia nella rete nazionale pari a circa 80 Megawatt (Biomasse Italia: centrale di Strongoli – 46 MW; centrale di Crotone – 27 MW; centrale di Fusine – 6 MW) che ne fanno una delle più grandi realtà europee nel settore della produzione di energia elettrica da sola combustione di biomassa. La produzione a Crotone è cominciata nel 2001 e quella a Strongoli nel 2003.
La produzione annuale complessiva a pieno regime è di circa 600 GWh per un fatturato complessivo di circa 140 milioni di euro all’anno.

La materia prima è rappresentata principalmente da biomassa costituita da cippato di legno proveniente da manutenzione boschiva e residui agro-alimentari provenienti dal mercato locale ed estero. I consumi annui di biomassa sono di 450.000 tonnellate alla centrale di Strongoli, 280.000 tonnellate alla centrale di Crotone e di 80.000 tonnellate alla centrale di Fusine.
L’Azienda ha investito quasi 200 milioni di euro in impianti (costruzione e revamping), oltre a decine di milioni di euro impegnati in capitale circolante (macchinari ed attrezzature, materiale a deposito).



È stato sviluppato il nuovo modello di business della filiera corta con i ruoli di tutti gli attori della parte agro-industriale ed è stato definito il modello economico-finanziario di ripartizione degli incentivi tariffari sulla base delle prestazioni del segmento agricolo e di quello energetico; questo modello, trasferito in un software dedicato, diventa la base di definizione degli accordi commerciali con la massima trasparenza per tutti gli operatori.
